Le parole hanno un’anima. Oltre al significato semantico che è stato attribuito loro, hanno anche un’energia che è fatta del contesto culturale, sociale e familiare nel quale viviamo. E quando le ripetiamo senza questa consapevolezza, tendiamo ad entrare nello schema e nell’energia che quella parola porta. Ricordiamoci che nella Bibbia era indicato che “In principio era il Logos, il verbo ed il Verbo era Dio”. E anche la fisica quantistica ha ormai da diversi anni stabilito che noi siamo fatti di vibrazione; la parola è suono e quindi è in grado di creare la nostra realtà. Anzi, insieme al pensiero, lo fa prima perché ha una vibrazione più sottile. Ma perché è importante ricordarsi tutto questo? Soprattutto oggi, in un momento in cui ognuno sta dicendo la propria sulla situazione che stiamo vivendo, è importante scegliere quale parola vogliamo far entrare dentro di noi o vogliamo condividere e mettere a disposizione di altri. E’ anche per questo che i grandi maestri praticano il silenzio sia dentro di sé sia all’esterno; perché pensare delle parole è una responsabilità verso sé stessi perché creano il nostro mondo interiore e dirle ad altri è una responsabilità verso chi ci sta intorno. Ci chiediamo mai se le parole che diciamo a noi stessi o a chi ci ama sono di aiuto alla nostra o alla loro evoluzione oppure al contrario sono di impedimento, di critica, di svalutazione? E ricordiamoci che così come noi abbiamo bisogno di vivere il qui ed ora, senza lasciarci portare via da pensieri riguardo al passato o preoccupazioni verso il futuro, è assolutamente necessario che questo avvenga anche con le parole. Ad esempio: che significato ha per noi oggi la parola Lavoro? Come veniva vissuta invece nella nostra famiglia? Spesso associata a senso del dovere, sforzo e impegno, è una parola che ci può spingere a creare queste stesse condizioni, anche quando invece stiamo facendo ciò che amiamo, non permettendoci così di assaporare a pieno ciò che abbiamo conquistato. Oppure alla parola Amore. Nella nostra cultura, questa parola dal significato immenso e molto più grande di noi esseri mortali, è spesso associata ad un’idea di relazione dove l’altro diventa la realizzazione di tutti i nostri desideri. E quando accade invece che il rapporto che viviamo più che rose e fiori, è fatto di spine e che ci porta a dover fare dei compromessi, allora rischiamo di venire delusi. E’ quindi l’immagine che sta dietro alla parola, il sottinteso che porta con sè e che è frutto dei condizionamenti sociali e familiari che pesa su di noi. Abbiamo quindi bisogno di depurare questa parola da quell’immagine, attualizzando il suo significato per noi sulla base del contesto, dell’età e della situazione che oggi stiamo vivendo. E se non ci riusciamo, possiamo sempre trovarne un’altra che rappresenta meglio ciò che viviamo e che vogliamo trasmettere!


