Viviamo in un modo duale e quindi siamo soggetti alla polarizzazione delle forze: luce/ombra, giorno/notte, estate/inverno. Ed è su questa dualità che la vita continua ad evolvere e a progredire. Fino a qui tutto bene, se non fosse che continuiamo a giudicare questa dualità, attribuendo un maggior valore ad una forza piuttosto che all’altra. E allora ecco che tutti ci impegniamo a risplendere al massimo, non permettendoci di stare o mostrare le nostre ombre; sogniamo il caldo estivo e la vita che d’estate riusciamo a fare, dimenticandoci che l’inverno è fondamentale alla creazione di quella vita. Anche oggi stiamo vivendo un’altra grande dicotomia: quella tra chi ha scelto di vaccinarsi e chi ha scelto di non farlo. Di nuovo, ci mettiamo uno contro l’altro, convinti che solo una parte ha ragione e l’altra ha torto. Dopo millenni di lotte, di guerre e di sofferenze, non abbiamo ancora capito che la strada è sempre nell’integrazione, nel dialogo, nella valorizzazione degli opposti. Esiste una leggenda che narra che la coppa del Sacro Graal, la coppa che è stata usata da Gesù durante l’ultima cena e che poi è stata utilizzata per raccogliere il suo sangue dopo la sua crocefissione, è stata ricavata da uno smeraldo (il Graal appunto) che si trovava nella fronte di Lucifero e che egli ha perso quando è caduto dal cielo ed è stato relegato all’inferno per la sua superbia. Se, quindi, un sangue così lucente può essere raccolto in un oggetto composto da un materiale così poco illuminato, possiamo dedurre che è l’integrazione degli opposti che ci permette di raggiungere un livello di consapevolezza e di coscienza più alto. Non è l’opposizione e il giudizio sull’altro che ci salva, che ci redime, ma è il rendersi conto che l’altro è un’altra parte di me, quello che io non riesco a vedere e che, attraverso l’inclusione del mio opposto, io posso tornare ad essere intero. La Luce e l’ ombra insieme creano l’unità. Prese da sole, non esistono perché per esistere, riconoscersi ed essere riconosciute, hanno bisogno di specchiarsi uno nell’altro.


