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Debora Pellegrini

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Debora Pellegrini

Pensieri erranti

Qui trovate le mie riflessioni, i vagabondaggi della mia mente e della mia anima, il frutto della magia che ogni volta vedo nascere negli incontri con le persone che incontro ogni giorno nel mio lavoro. 

 

Mi auguro vi possano essere di ispirazione!

Diventare messaggeri silenziosi!

2022-05-03 11:39

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Crescita personale,

Diventare messaggeri silenziosi!

Ridare il valore al femminile significa riequilibrare le due forze che danno origine alla vita e che insieme contribuiscono a tutto ciò che ci circonda

La grande Madre è un simbolo potente, profondo che richiama energie che si muovono in questo Universo dalla “notte dei tempi”. Sappiamo bene che la vita viene dall’incontro di due forze creatrici: il maschile e il femminile ma, altrettanto bene, sappiamo che nella società che abitiamo, si esalta spesso la prima come simbolo di forza e potere e si tende a dare per scontata, nella migliore delle ipotesi o  denigrata, abusata o derisa la seconda. Ma la grande Madre è la forza creatrice che è in noi, che sostiene e dà la vita, non solo quella fisica, simbolo più evidente del suo potere, ma ogni tipo di vita. Denigrare questa forza, significa condannarci ad un mondo di copie, di modelli stereotipati che devono essere replicati perché così restano più sotto controllo, senza alcuno spazio per l’originalità, la creatività, per i “pezzi unici”.


Il simbolo per eccellenza della grande Madre è la Terra. E credo che questo simbolo basti già a rendere evidente qual è il nostro attuale rapporto con questa forza: basta poco per capire quanto abbiamo mancato di rispetto alla sua sacralità e l’abbiamo depredata, sfruttata, oggettivata, senza avere alcun dubbio che quello che stavamo facendo a lei, in realtà lo stavamo facendo anche a noi stessi. Abbiamo tagliato i ponti con ciò che ci dava e ci dà ancora la vita, che ci sostiene. 


Nel bellissimo libro “La prima ferita”, l’autore Will Maurer, sostiene che il motivo che ha causato questo distacco profondo dalla terra e dal rapporto con le sue energie, è da ricercarsi nei traumi avuti dalla gran parte degli individui, durante il momento della nascita o della primissima infanzia con nostra madre. Quasi tutti abbiamo vissuto questi piccoli e grandi traumi, anche perché,, da tanti anni ormai, il parto è stato progressivamente medicalizzato, andando a togliere quel momento di sacralità e di contatto profondo che il bambino ha bisogno di continuare ad avere con la madre, nel momento in cui viene al mondo. La perdita innaturale di questo incontro, in qualsiasi forma sia avvenuta, ci ha resi privi di un contatto interiore con questa forza profonda che dona la vita e che ci nutre costantemente e ci ha portato all’esterno a violare, senza remore, ciò che rappresenta questa forza. Quanta rabbia e smarrimento c’è in tutto questo!


La strada che sana questa ferita è quella che ci riporta a “casa”, altro simbolo potente del femminile. Tornare, quindi, ad ascoltare la Grande Madre che si muove in noi, dare spazio a questa forza che, partendo dal sentire e dal percepire, naturalmente ci muove verso l’inclusione, l’accoglienza, l’ascolto, il dare vita. Tornare a dare valore a tutto questo, significa portarlo progressivamente nella nostra vita, e diventare così “messaggeri” silenziosi di questa grande forza che ha il potere di “contagiare” chiunque incontri.  



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